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LA PIETRA NELLA ROCCIA: MOTTA CAMASTRA

La conformazione strutturale dell’agglomerato urbano principale, uno dei più tipici e particolari borghi medievali dell’intera Valle dell’Alcantara, è caratterizzato da vicoli e stradine, che si intrecciano e si collegano tra loro, e da case disposte in modo da formare una particolare e originale struttura piramidale. Questi stretti vicoli, se considerati nella loro unità, si mostrano come una lunghissima fune che sembra mantenere, saldamente ancorate e legate tra loro, le case accostate e incastrate l’una all’altra. L’insieme si presenta come un grande e intricato puzzle di pietra, di raffinata e primitiva bellezza, incorniciato nella dura e millenaria roccia. L’estesa cornice di pietra arenaria, che si presenta agli occhi del visitatore con le più svariate sfumature di colori e sensazioni, costituisce, già di per sé, un’attrattiva unica e originale di autentica bellezza paesaggistica e naturale. Se a tutto ciò si aggiunge quel caos, ordinato, fatto di case simili a piccoli tasselli, dalle svariate e particolari forme geometriche e colori tipici della terra di Sicilia, lo spettacolo è veramente unico, straordinario e autentico. Il quadro sembra venire completato da quell’originale profilo di bizzarra tridimensionalità delle forme, che, per primo, lo storico mottese avv. Carmelo Grassi, ha definito simile ad “[…] una V orizzontale coll’angolo acuto che guarda ad ovest”.
Il nome dell’antico territorio abitato era Camastra o Crimastra. Il villaggio sembra avere origini fenicie ed è stato interessato, anche, da dominazioni greco-romane e arabo-normanne.
Il casale di Camastra risulta già esistere a partire dalla fine del 1100.
Intorno alla metà del Trecento, quando il movimento di abbandono degli abitati aperti e sparsi culmina con il concentramento della popolazione in abitati fortificati, la famiglia Linguida, prende possesso di Camastra, lo fortifica e lo chiama Mocta Sancti Michaelis. Il termine Motta, a cui viene poi accostato l’originario nome di Camastra, viene qui utilizzato per definire un abitato nuovo, potente e fortificato che sostituisce un antico e preesistente caseggiato rurale.
(Un comune, di nome Camastra, si trova in provincia di Agrigento e un altro comune, Santo Stefano di Camastra, in provincia di Messina).
Lo storico siciliano Tommaso Fazello, vissuto nella seconda metà del 1500, nella sua rilevante opera storico-geografica sulla Sicilia, intitolata “De Rebus Siculis decades duae” (1558), così descriveva la parte della Valle Alcantara, dove si trovava, e si trova oggi incastonato e ampliato, l’allora nucleo feudale di Motta Camastra.
Il Fazello, venendo da Taormina, così si esprimeva: “[…] dalla fortezza di Schisò, dove era già l’antica Nasso, […] si osserva, su ne’ colli sei miglia da lunge, il piccolo castello di Motta Camastra, in un luogo fortissimo, tra dirupate rupi cinte d’altissime balze”.
Oggi, l’aspetto morfologico dell’intero territorio comunale di Motta Camastra è caratterizzato da varie tipologie di ambienti naturali. Si va, infatti, da zone di alta montagna quali la “Montagna Grande” (1374 mt. s.l.m.), che rappresenta la sommità più alta della catena dei Peloritani e dalla quale sommità è possibile ammirare il Mar Ionio, il Tirreno e le isole Eolie, a zone pianeggianti (contrada Sciara e Fondaco Motta, a circa 100 mt. s. l. m.), toccando zone montuose (contrada Cosentina, a circa 800 mt. s. l. m.) e zone collinari (contrada Casale, a circa 500 mt. s. l. m.).
Motta Camastra è, inoltre, uno dei 14 comuni della Valle Alcantara.
Il territorio comunale, che rappresenta il cuore della Valle, è attraversato dal fiume Alcantara. Il fiume Alcantara nasce dal Monte Musarra, nel territorio del Comune di Floresta, a quota 1250 mt. s. l. m., sui Nebrodi Meridionali e, dopo un percorso di circa 48 Km, durante il quale accoglie numerosi affluenti, sfocia nelle acque del Mar Ionio. Per lunghi tratti il fiume segna una linea di confine amministrativo tra le province di Messina e quelle di Catania. Proprio nel territorio del comune di Motta Camastra, in contrada Larderia-Sciara, si trovano le famose e suggestive “Gole del fiume Alcantara”, veri e propri canyon di lava basaltica, formatesi in seguito a varie eruzioni da parte di crateri periferici dell’Etna e modellate dall’azione erosiva dello scorrere del corso d’acqua nei millenni, che rappresentano, il maggiore polo attrattivo turistico, a livello mondiale, della zona.
Alcune migliaia di anni fa, in epoca preistorica, il fiume Alcantara non esisteva come conformazione attuale. Al suo posto scorreva un altro corso d’acqua che si sviluppava su un letto di argille e arenarie. Questo fiume “pre-alcantarino” accolse la lava dei crateri eccentrici dell’Etna. Il magma, di tipo basaltico, era assai fluido e si incanalò facilmente nel letto del fiume e rapidamente giunse a mare. La lava che si immergeva nelle acque dell’antico fiume si raffreddava istantaneamente. In tale condizioni chimiche e fisiche, produsse una particolare manifestazione litologica, i colonnari basaltici, visibili lungo il corso del fiume. La “Gola dell’Alcantara” una delle parti più strette del fiume, è lunga circa 400 metri, ha una larghezza media di 5 metri e pareti di prismi basaltici che in alcuni punti raggiungono altezze di circa 50 metri.
Al sito di grande attrattiva turistica si può accedere attraverso una scalinata pubblica comunale recentemente ristrutturata.
Il paese di Motta Camastra si trova sulla una delle principale strade che portano al vulcano Etna, dista da Taormina circa Km. 15 e 10 Km da Giardini Naxos. Come raggiungerci: In auto: autostrada Messina Catania A18, uscita Giardini Naxos - proseguire per le Gole dell’ Alcantara o Francavilla di Sicilia statale 185, bivio per Motta Camastra. In aereo, (aeroporto di Catania, “Fontanarossa”)
in treno, (stazione ferroviaria di Taormina - Giardini Naxos) collegamento con autolinee private e servizi Taxi.